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INTERLINGUA
di
Luca Ghitti


L'interlingua nacque nel 1953, per merito della I.A.L.A (Associazione Internazionale per la Lingua Ausiliaria), fondata nel 1924 con l'appoggio di istituzioni filantropiche e con la collaborazione di decine di studiosi e linguisti internazionali.

Il lavoro di ricerca fu condotto principalmente dal prof. Collinson di Liverpool, poi da E. Clark Stillman e fu portato a compimento da Alexander Gode, della Columbia University. Lo scopo della I.A.L.A fu di preparare una lingua sintetizzata,da insegnare nelle scuole di tutto il mondo come strumento comune per lo scambio di pensiero e di conoscenza fra persone che parlavano lingue diverse.

Vennero esaminate le cinque lingue artificiali che avevano a quel tempo una certa risonanza: l'Esperanto, il Nov-Esperanto, l' Ido, l'Occidental e il Latino sine flexione di Peano; ma un compromesso fra queste cinque lingue non fu possibile, perché nessuna si dimostrò qualitativamente superiore alle altre. Si giunse così alla conclusione che non era possibile creare alcuna lingua universale, cioè una lingua mondiale che tenesse in eguale considerazione le diverse lingue di origine extraeuropea. Era evidente perciò che, se si volevano trovare gli elementi comuni delle lingue del mondo, questi erano identificabili proprio nel retaggio della terminologia greco-latina.

Questi studiosi si resero conto che creare una nuova lingua era superfluo: essa esisteva già, ed era allo stato latente nelle lingue occidentali che sono oggi parlate in tutto il mondo. Questa lingua fu sempre latente dal giorno in cui il latino si divise nelle sue variazioni, che oggi si parlano nei paesi di lingua romanza. Con il trascorrere dei secoli, queste lingue e culture si erano espanse in Africa, nelle Americhe e in Australia. Anche la Chiesa Cattolica contribuì a diffondere il latino in vari ambiti culturali e scientifici e a perpetuare il suo studio e la sua conoscenza. Il compito della I.A.L.A. fu finalmente precisato: estrarre e standardizzare il vocabolario esistente di fatto nella terminologia scientifica, tra le parole ormai affermate in campo internazionale e tra le parole comuni ad almeno tre gruppi linguistici, compresi tra l'italiano, il francese, lo spagnolo-portoghese e l'inglese; in mancanza di consenso, la scelta si estende anche al tedesco e al russo. Effettivamente, l'interlingua non può essere propriamente definita una lingua artificiale con costruzioni arbitrarie e criteri a sé stanti, in quanto essa è stata formata e basata sul vocabolario internazionale esistente. Si può invece dire che essa sia il risultato della naturale evoluzione delle lingue di cultura internazionale verso un'omogeneità comune.

Nel 1951 fu pubblicato il dizionario Interlingua - Inglese, che conteneva 27.000 parole, e la grammatica dell'interlingua di A. Gode e H. E. Blair. Nel 1955 fu fondata la Union Mundial pro Interlingua (UMI), che si propose di sviluppare e insegnare l'interlingua in tutto il mondo. A quel tempo l'università di Goteborg, in Svezia, pubblicò molti libri scientifici in Interlingua e la rivista americana "Spectroscopia Molecular" fu divulgata per molti decenni totalmente in questa lingua. Fino ad ora sono stati pubblicati numerosi libri di testo, dizionari, riviste, opere letterarie in questa bella lingua ausiliaria. In Svezia essa è stata insegnata per alcuni anni in vari licei, tramite corsi regolari, per aiutare gli studenti ad apprendere meglio le lingue classiche e a confrontarle con le lingue neolatine: l'interlingua è senza alcun dubbio un mezzo impareggiabile per introdurre lo studio delle lingue romanze.

Molte associazioni nazionali collaborano attualmente allo sviluppo dell'interlingua, soprattutto nei paesi nordici e in Brasile, dove sono organizzati regolarmente degli incontri tra appassionati interlinguisti. Ogni due anni è allestita una conferenza internazionale, a cui partecipano centinaia di interlinguisti di tutto il mondo per meglio sviluppare idee e progetti futuri. L'ultima, la "15-te Conferentia International de Interlingua" ha avuto luogo nel 2001 in Polonia, a Danzica.

L'interlingua in Italia non è molto conosciuta, forse perché a prima vista sembra una lingua troppo simile all'italiano, una sorta di italiano medievale e maccheronico. Se invece se ne approfondisce lo studio e la ricerca, si possono apprezzare l'immediata comprensione, la grammatica semplice, la costruzione sintattica perfetta o quasi (come ogni lingua, anche l'interlingua ha i suoi pregi e i suoi difetti) e una innata naturalezza, caratteristiche queste che la rendono molto vicina ad una lingua reale e comunemente parlata nei paesi neolatini. E' comprensibile da milioni di persone senza bisogno di uno studio preliminare, né di una vasta cultura linguistica.

In conclusione, colgo l'occasione per citare un bella frase del grande interlinguista svizzero Ric Berger, scomparso alcuni anni fa; frase che, secondo me, racchiude un grande aspetto di questa bella lingua: la sua semplice naturalezza.Ogni traduzione sarebbe superflua!

"Longe tempore on ha proclamate que le linguas natural son troppo irregular pro poter formar un lingua international. Al contrario, si on accepta un certe elasticitate e le leges phonetic, on es fortiate admirar le remarcabile regularitate del derivation in le parolas international veniente del latino. Le sol torto del fabricantes de linguas international es voler le absolute regularitate, le absolute logica, le absolute scriptura phonetic. Linguas non son creationes mathematic, ma creationes del vita, que es un altere cosa".


LINKS:
  • Interlingua Sito della Union Mundial pro Interlingua
  • Interlingua-Italia Sito degli 'interlinguisti' italiani